Da monastero benedettino a residenza nobiliare: alla scoperta del complesso di Monastero Bormida tra visite teatralizzate, la Gipsoteca Rubino e l’antico ponte romanico.
Dalle origini benedettine ai Della Rovere
Le radici del complesso monumentale di Monastero Bormida affondano nell’XI secolo, nato originariamente come monastero benedettino. Di quella prima epoca medievale restano oggi affascinanti tracce nelle murature esterne, nell’impianto della struttura e nella maestosa torre campanaria romanica, alta ben 27 metri e collegata al palazzo da un agile arco in pietra. Dalla fine del XIV secolo il sito fu trasformato in mastio fortificato dalla famiglia Del Carretto, per poi passare ai Della Rovere. Furono proprio questi ultimi ad ampliarlo e a modificarne gli interni, trasformandolo nell’elegante residenza sei-settecentesca che possiamo ammirare oggi, prima del definitivo passaggio al Comune nel 1876 tramite la famiglia Polleri.
Un polo culturale tra gessi d’autore e grandi vini
Oggi il castello è un cuore pulsante di attività culturali e turistiche. Il piano nobile ospita permanentemente la Gipsoteca “Edoardo Rubino”, una straordinaria collezione di opere in gesso del celebre scultore piemontese del Novecento, connessa in rete con i musei gemelli di Bistagno e Nizza Monferrato. Salendo verso i sottotetti si incontrano gli spazi dedicati alle mostre temporanee, mentre l’antico mastio difensivo accoglie la “Torre dei Cavalieri”, con una fedele riproposizione di armi, costumi e usanze medievali. Il viaggio si conclude nei sotterranei, dove le antiche cantine custodiscono e rinnovano la tradizione dell’affinamento dei grandi vini della Langa Astigiana.


Il borgo, il Polentone e il ponte sul Bormida
Il legame tra il maniero e il suo territorio si respira anche all’esterno. La grande piazza antistante, chiusa dalla caratteristica alzata a ponte che conserva la vecchia porta d’ingresso della cinta muraria, fa da cornice ogni anno alla storica festa del Polentone. Poco più a valle, a completare il quadro monumentale, si trova il suggestivo ponte romanico sul fiume Bormida: un’opera tardo-medievale a quattro possenti archi in pietra che custodisce, proprio a metà del suo camminamento, una caratteristica cappelletta un tempo utilizzata come posto di guardia.
La mostra: un viaggio pittorico tra Piemonte e Liguria
Fino al 15 novembre 2026, le sale del castello ospitano inoltre un’imperdibile mostra collettiva. L’esposizione raccoglie oltre 100 opere dedicate agli splendidi scorci liguri e piemontesi a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Il percorso espositivo si snoda a partire da figure di spicco come Ernesto Rayper ed Enrico Reycend, includendo capolavori di maestri del calibro di Delleani, Caselli, Onetti, Pellizza da Volpedo, Figari, Discovolo e Issel.
Info e orari di visita:
La mostra e le aree del castello sono accessibili il sabato (15:00-18:30) e la domenica (10:30-12:30 e 15:00-18:30).









