Poco più di un anno fa scrivemmo che ci sarebbe piaciuto poter entrare all'interno del Santuario della Madonnina di Carezzano. Questo desiderio si è avverato il giorno della Madonna della Guardia in occasione della sua celebrazione.




La devozione a N. S. della Guardia non restò limitata sul monte Figogna, ma si estese ai paesi vicini e lontani. Molti altri Santuari sorsero in diverse parti sotto la medesima invocazione; non ultimo tra essi è quello di in vicinanza di Tortona, sopra Villalvernia, del quale ecco l’origine.
La Storia
Cristoforo Tomaghello di Carezzano, teneva la sua casa di abitazione fuori del paese, e precisamente in fondo alla valle detta dell’Acquabella, ai piedi di un colle denominato: Monte Ceci. Era in età di 44 anni e padre di otto figli, quando fu colto da paralisi che gli rese inerte il corpo per metà; fece ricorso ai rimedi suggeriti dall’arte salutare, ma invano. Così erano passati due anni che egli giaceva aletto impotente a muoversi; e un giorno sua madre, che era donna di fede, così gli disse: “Figlio mio, poiché non hai più nulla a sperare dai rimedi umani, ricorri ai celesti; fa voto alla Madonna della Guardia, e promettile, se ti ottiene da Dio la guarigione, di fare qui innalzare una cappelletta a suo onore”.
Cristoforo ascoltò il consiglio della madre, e tutto raccolto e fiducioso nella potente intercessione di Maria, fece la solenne promessa. Le sue speranze non andarono deluse poiché alla terza notte ebbe in sogno questa visione:
Gli parve veder partire dal luogo dove abitava una lunga processione di pie persone, in atto di raccoglimento e preghiera, con a capo la Vergine sorretta dagli angeli, salire sino alla vetta del monte Ceci dove ora si trova il Santuario. La Gran Signora con tutto il suo seguito sostò colà e gli fece intendere che Essa in luogo avrebbe ascoltato le preghiere e graditi gli ossequi dei suoi devoti, quindi la visione scomparve.
In quella Cristoforo si svegliò e portando involontariamente una mano al capo, quasi per richiamare la visione avuta, oh meraviglia! Si accorse che quella era appunto la mano del braccio paralizzato. Stupefatto e contento volle provare se anche la gamba fosse risanata; scese dal letto, e con sorpresa, vide che poteva camminare. La Madonna lo aveva guarito.
Grato alla Vergine per la grazia ottenuta e fedele alle sue promesse, Cristoforo fece tosto innalzare, nel luogo indicatogli dalla Vergine, una cappelletta, ornandola con un quadro rappresentante N. Signora della Guardia dipinta su tela; quel quadro medesimo che ancor oggi si trova sull’altare della chiesa, situata su poggio aprico, circondato da colli ameni, coperti di bei vigneti, d’onde l’occhio spazia sulla valle del Po e su su fino alle Alpi.
Cominciarono tosto dai paesi circonvicini a recarvisi i fedeli per presentare i loro ossequi alla potente Regina del Cielo e implorarne le grazie.
Queste cose succedevano nell’anno 1818
Ma di li a qualche tempo il Tomaghello, nel condurre legna a Novi Ligure, cadde sgraziatamente dal carro, e una ruota gli passò attraverso il corpo rompendogli le costole; fu raccolto privo di sensi e trasportato a Novi in gran pericolo di vita. Appena riavutosi, memore della prima grazia ricevuta, Cristoforo fece nuovamente ricorso alla sua Celeste Benefattrice, promettendole, se lo guariva dalla sua mortale caduta, avrebbe fatto ampliare la già eretta Cappella e provvedutala del necessario per la celebrazione della Santa Messa.
E Maria, sempre misericordiosa e benigna, anche questa volta l’esaudì risanandolo miracolosamente. Cristoforo più che mai riconoscente alla celeste Guardiana, diede subito principio all’erezione della Chiesetta, correndo l’anno1822; così in breve fu condotto a termine il devoto Santuario di N. S. della Guardia che misura metri 5 di larghetta per 10 di lunghezza, frequentato dai devoti di Maria nel corso dell’anno, ma spedialmente il 29 di Agosto, in cui grande è il concorso di popolo, che viene a rendere grazie alla Vergine Santissima dei favori ricevuti, o ad implorare il potente patrocinio di Lei.


Cristoforo visse fino a tarda età sempre devoto alla sua Celeste Signora, cui andava debitore di tanti benefizi, e morendo volle essere sepolto all’ombra di Maria nella chiesa che Egli stesso aveva fatto edificare ad onore di Lei.
Il quadro della Madonna, come già si è detto, è dipinto su tela, ma oltre la figura del Buon Benedetto Pareto, più in basso porta anche il ritratto del fondatore del Santuario; ed ai piedi di Maria a chiari caratteri sta scritto: Ex-voto di Cristoforo Tomaghello 1818,









