Il racconto, con presa di appunti, a seguito della visita guidata

Questo pomeriggio a Voltaggio c’era un’iniziativa dal sapore culturale: alla scoperta dei tesori e delle storie della Chiesa Parrocchiale. Ad accompagnare i visitatori era Elisabetta Ghezzi, storico dell’arte, saggista e curatrice. A Voltaggio è nota per il suo ruolo nella tutela, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale, in particolare legato al Convento dei Frati Minori Cappuccini e alla relativa Pinacoteca.


Ecco allora il racconto di alcuni aspetti storici di questa parrocchiale, appunti alla mano. Diciamo alcuni perché ha una storia complessa, raccoglie tanti documenti materiali e non, di difficile spiegazione durante un racconto di breve durata.

Partiamo dall’intitolazione. Allora, la chiesa è intitolata a Santa Maria Assunta e ai Santi Nazario e Celso. All’inizio era soltanto Santa Maria Assunta; in seguito hanno aggiunto, ma questo tardi, nel 1812, anche i Santi Nazario e Celso. I Santi Nazario e Celso erano due martiri cristiani che sono stati martirizzati nel 79 a Milano, Nazario era il maestro e Celso il suo discepolo ed erano stati tra i primi diffusori della parola del Cristianesimo. ​Qui a Voltaggio esisteva una pieve a loro dedicata, una pieve rurale, quindi frequentata prevalentemente dalla comunità rurale contadina, che si trovava all’inizio del paese verso nord, cioè verso Gavi, dove, tanto per orientarsi, dove si trova l’oratorio di San Giovanni Battista. E questa comunità rurale, con la sua pieve, ha vissuto una vita propria fino ad un certo punto, poi si è esaurita ed è sparita la sua denominazione dai documenti. Sul terreno esistono delle tracce che sarebbe interessante indagare per sapere cosa è successo. Allora questo titolo di Nazario e Celso è stato assimilato dalla parrocchiale. Ciò è avvenuto però nel 1812.

La prima chiesa parrocchiale dove si trova oggi risale al X secolo, quindi per questo si parla di una storia lunga e complessa.

Facendo ordine, ritorniamo indietro nel tempo: X secolo. Qual era la situazione a Voltaggio? Allora, c’era una piccola chiesa che si trovava su quella che chiamano la piazza antistante il castello, il castrum, che era stato già edificato ed ed aveva una funzione difensiva e anche di osservazione, di osservatorio di quello che accadeva sul territorio. Nel X secolo il castrum, cioè questa fortezza che era prevalentemente militare, era di proprietà del marchese Alberto di Gavi. Quindi non era ligure, non era appartenente a Genova, era gaviese, era quindi del territorio del Piemonte. Nel 1121 la Repubblica di Genova, che era una Repubblica molto potente dal punto di vista militare ed economico e cercava di garantirsi il controllo dei confini, acquista dal marchese di Gavi il castrum, quello che poi è oggi un insieme di ruderi del castello che ha vissuto una sua vita fino a un certo punto. Quindi lo acquistano, diventa genovese e la Repubblica interviene per renderlo più forte dal punto di vista difensivo.

Oggi Voltaggio è un luogo marginale, dove si passa, si viene in vacanza, però è ai margini. In quel momento, cioè nel 1121, Voltaggio era un crocevia fondamentale per la difesa della Repubblica. Quindi il castrum, cioè il castello, diventa un punto di osservazione di ciò che accade in questa linea di transito tra il territorio piemontese e la Liguria, un presidio militare. Infatti nel castello sono presenti addirittura i balestrieri, sapete che Genova aveva una compagnia di balestrieri potentissima, e potenti armi militari.

Continuando a raffigurare quel che era la parte centrale del paese di Voltaggio, scendendo dal castello, si arrivava ad un insieme di casupole in legno che erano casupole di servizio dove, per esempio, si conservava l’acqua, si conservava la legna e altro materiale, e poi si arrivava alla parte bassa, al borgo, che aveva il suo cuore proprio nella piazza, che era con una struttura molto diversa da quella che vediamo oggi. C’era accanto alla chiesa un vicolo, un vico, che si chiamava Malcantone, che derivava dal latino malus angulus e significa luogo pericoloso, luogo insicuro; e e poi la piazza, che aveva il nome Piazza Santa Maria Assunta, non a caso, perché la chiesa ad essa era intitolata. Accanto, sempre sulla piazza attuale, oggi c’è una residenza privata, ma fu un istituto idroterapico con annesso Grand Hotel.

———–Fine prima parte————

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