Così ha detto il giornalista de l’Equipe premiato oggi:

“Castellania è un pellegrinaggio essenziale”

Ed io pensavo – salendo su a Castellania Coppi per la funzione commemorativa – che in un’epoca senza fuoriclasse del ciclismo, riferiti alla stirpe italica, ci si aggrappa ai ricordi di un tempo ormai assai lontano. Ma ogni anno così vivo da sembrare ieri. E così avviene ogni anno, il due di gennaio, al borgo di Castellania che aggiunse il nome di Coppi a suggellare il forte legame col figlio di quella terra per lui natìa e che seppe diventare il Campionissimo.

La cronaca di oggi l’abbiamo scritta qui proprio ieri, elencando tutti i premiati, più del solito quest’anno.

Ma esserci, quest’anno come ogni anno, è un’emozione interiore. Forse perchè chi scrive ha origini proprio di queste zone, forse perchè avendo sentito raccontare le gesta di un grande Campione come Coppi è un po’ come esserci stati senza aver mai visto lui salire in sella e pedalare.

Ogni anno ci sono appassionati di ciclismo che salgono su al mausoleo pedalando in bici, di qualunque età essi siano.

La piazza antistante il Comune e la piccola chiesa diventa un Agorà dove in molti si ritrovano in ragione di un pensiero, di un ricordo, di una passione comune.

La chiesetta è colma: di appassionati, di autorità, di gente comune e di parenti di Fausto che sono i figli Marina e Faustino con la loro discendenza.

La santa messa è motivo di preghiera, di raccoglimento, ma anche di ricordo unito a pensieri profondi lasciati cadere dal pulpito. Come la pace, tema attualissimo e la fratellanza. Citazioni interessanti riguardo lo scambio di borraccia in corsa tra Fausto e Gino Bartali. O quella volta che al “Musichiere” Fausto e Gino Bartali cantarono quasi a prendersi in giro.

E’ bello salire a Castellania non soltanto il 2 di gennaio, ma ogni tanto e fare due passi nel borgo. Soprattutto nelle sere calde d’estate. Le immagini di Fausto ti accompagnano e ti senti tranquillo.

Da visitare in paese la casa-museo di Fausto Coppi. Il 2 gennaio 2000 fu una data simbolo, quella della rinascita di Casa Coppi grazie a un’idea del Cav. Massimo Merlano, Presidente del Consorzio Turistico “Terre di Fausto Coppi”, con il patrocinio della Regione Piemonte e la collaborazione della Gazzetta dello Sport.
La casa risale a metà ‘800, e venne acquistata da papà Domenico dopo la Prima Guerra Mondiale. Visitando la casa museo si respira l’aspetto più intimo e riservato dell’esistenza di Fausto: osservare gli oggetti della sua quotidianità, respirare l’atmosfera cara al Campionissimo permette al visitatore di conoscere il Coppi privato; uno sportivo, un grandissimo personaggio conosciuto in tutto il mondo che, anche nei momenti di maggior celebrità, tornava al paese per ritrovare sé stesso, la famiglia e i vecchi amici.

Dall’ingresso dove Fausto era solito allenarsi sui rulli durante i lunghi inverni piemontesi alla saletta dove si racconta che il “comandante Fausto” abbia convinto il fratello Domenico, padre del Campionissimo, a far correre il ragazzo in bicicletta anziché continuare a fare il garzone in salumeria, dalle camere da letto dei fratelli Coppi a Casa Cavanna, emozionante omaggio all’inseparabile massaggiatore cieco che ha scoperto e seguito Fausto nella sua ineguagliabile avventura sportiva.

Il museo, oltre a essere il luogo della memoria e degli affetti costituisce inoltre, in apposite stanze dedicate, un pregevole centro di raccolta di materiale documentale, iconografico, filmati, giornali, cimeli e curiosità. Ogni anno, tifosi da tutto il mondo si ritrovano qui per rendere omaggio al Campione.

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