Scrivo qui di Serse Coppi di cui si parla sempre un po’ meno, ma che riposa accanto al fratello Fausto. Uno accanto all’altro. Scrivo di lui, di loro molto volentieri sempre, perché Castellania Coppi la sento vicina come una terra da cui pochi chilometri più in là nacque mio padre.

Serse Coppi è ricordato oggi come uno dei simboli più tragici e luminosi del ciclismo italiano: un talento spesso in ombra rispetto al fratello Fausto, ma capace di imprese memorabili e di una storia umana che continua a commuovere.

La caduta del 29 giugno 1951 e la morte di Serse Coppi

Il Giro del Piemonte 1951, disputato il 29 giugno, fu vinto da Gino Bartali, ma è ricordato soprattutto per la tragedia di Serse Coppi. Le cronache confermano che Serse cadde nell’ultimo chilometro, in corso Casale a Torino, dopo aver infilato la ruota anteriore nel binario del tram. Si rialzò e concluse la corsa, ma poche ore dopo iniziò a lamentare dolori fortissimi alla testa.

La sequenza degli eventi è confermata da diverse fonti:

  • la caduta e il colpo alla testa;
  • il ritorno in albergo e il peggioramento improvviso;
  • il trasferimento alla clinica Sanatrix;
  • il tentativo disperato del professor Dogliotti di salvarlo con una trapanazione;
  • la morte alle 20:32, per emorragia cerebrale.

La vittoria più celebre: Paris-Roubaix 1949

La Paris-Roubaix 1949 è la corsa che ha consegnato Serse alla storia. La vicenda è nota: Mahé, Leenen e Moujica vengono mal indirizzati all’ingresso del velodromo, percorrono un tratto non previsto, Mahé vince lo sprint… ma Serse, arrivato poco dopo con il gruppo regolare, vince la volata del plotone e presenta reclamo.

Dopo mesi di discussioni tra federazioni francesi e italiane, l’UCI decide per un ex aequo unico nella storia della Roubaix: Serse Coppi e André Mahé vincitori insieme.

Perché Serse era chiamato “l’anatroccolo”

Il soprannome nasceva dal contrasto con Fausto:

  • Fausto era “l’Airone”, elegante, leggero, stilisticamente perfetto.
  • Serse aveva una pedalata più pesante, una postura meno armoniosa.

Eppure, proprio questa sua umanità, unita alla generosità e alla lealtà, lo rese amatissimo nel gruppo.

Un ricordo che vive ancora

La memoria di Serse è oggi custodita soprattutto a Castellania Coppi, dove il Mausoleo dei fratelli Coppi è il cuore di un territorio che continua a celebrare la sua storia ciclistica. Le commemorazioni annuali, le iniziative culturali e il lavoro di Casa Coppi mantengono vivo il legame con questa vicenda umana e sportiva.

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