Un viaggio epico che attraversa la grande storia d’Europa, dalle cariche della cavalleria napoleonica fino ai campi di battaglia del Risorgimento italiano, mantenendo sempre salde le proprie radici tra i vigneti del Tortonese. È stata presentata ieri, presso un affollato Salone Comunità Famiglie di Berzano di Tortona, la pubblicazione storica “Da N. a FERT. Pietro Boniforte Busseti: un viaggio attraverso la sua figura e i suoi luoghi”, curata dal ricercatore e storico Andrea Lupo.

Alla presentazione, che ha visto una grande partecipazione di pubblico, hanno preso parte numerosi sindaci del territorio e rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali. Gli onori di casa sono stati fatti dalla Sindaca di Berzano, Enrica Pavione, la cui amministrazione ha fortemente voluto e promosso il progetto. Al tavolo dei relatori, accanto all’autore, sedeva il giornalista Massimo Delfino, già caposervizio della redazione alessandrina del quotidiano La Stampa, che ha moderato l’incontro.

Oltre due anni di ricerche tra Parigi e Torino

Il volume, realizzato grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, è il risultato di un’indagine certosina durata più di due anni. Andrea Lupo ha scavato a fondo nei faldoni del Service Historique de la Défense di Vincennes a Parigi e dell’Archivio di Stato di Torino. Una ricerca rigorosa che ha permesso di superare il velo della leggenda popolare, restituendo la precisione della verità storica attraverso documenti d’archivio inediti, mappe e immagini d’epoca.

L’incredibile vita di Pietro Boniforte Busseti (1786–1861)

Esponente della nobile famiglia tortonese dei Busseti – che legò il proprio nome al feudo di Berzano nel XVIII secolo – Boniforte fu un soldato d’élite in due delle epoche più iconiche della storia militare:

  • Sotto l’aquila imperiale (“N.”): Arruolato nel XII Reggimento Corazzieri francesi di Napoleone Bonaparte, combatté a Wagram e a Borodino. Sopravvissuto alla tragica ritirata di Russia e al drammatico passaggio della Beresina nel 1812, divenne ufficiale d’ordinanza al seguito di Gioacchino Murat. Catturato in Prussia nel 1813 e deportato ad Astrakhan sul Mar Caspio, riuscì a fuggire e a tornare a Berzano a piedi, percorrendo oltre 4.000 chilometri. Per ringraziare il cielo della salvezza, fece erigere tra le vigne del borgo una cappella ex-voto tuttora esistente.
  • Al servizio dei Savoia (“FERT”): Con la Restaurazione entrò nell’Esercito Sabaudo, diventando uomo di fiducia dei sovrani piemontesi. Nel 1849, durante la sfortunata battaglia di Novara, trasse in salvo re Carlo Alberto portandolo a spalle oltre le linee nemiche. Promosso Generale della Guardia Nazionale di Genova, si spense il 27 giugno 1861, proprio nelle settimane in cui nasceva l’Italia Unita.

Un omaggio al territorio e all’arte

Il libro non è solo una biografia militare, ma dedica ampio spazio alla storia del borgo di Berzano, oggi splendido panorama vitivinicolo riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tra le pagine emerge anche un affascinante legame artistico: i sentieri del paese videro infatti, tra il 1903 e il 1906, la presenza del celebre pittore divisionista Giuseppe Pellizza da Volpedo, che qui posizionò il suo cavalletto alla ricerca della luce perfetta per i suoi celebri studi sul sole.

L’opera è arricchita dalla prefazione dello storico Angelo Chiesa (presidente dell’Associazione Amici di Santa Maria e San Siro a Sale) e dai contributi scientifici dell’Associazione Pellizza da Volpedo. Al termine dell’evento, ai numerosi partecipanti è stata distribuita in omaggio una copia del volume, un prezioso tassello che arricchisce la memoria storica e culturale di tutto il territorio alessandrino.

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