La provincia di Alessandria, nel suo settore sud-occidentale, si spinge fino ai confini con la provincia di Genova lungo la direttrice che da Voltaggio sale verso il Passo della Bocchetta, seguendo la Strada Provinciale 160 della Val Lemme. È un tratto di Appennino che ha sempre guardato più alla Liguria che alla pianura, sia per conformazione geografica sia per storia.
Fraconalto: identità e storia
Fraconalto, circa 330 abitanti, è uno dei comuni più “liguri” dell’Alessandrino insieme a Voltaggio. Situato a 725 m s.l.m. tra alta Val Lemme e Valle Scrivia, mantiene legami storici e culturali profondi con Genova, che per secoli è stata il suo naturale riferimento economico e politico.
Origini e via Postumia
Il paese sorse probabilmente nel X secolo lungo il percorso della via Postumia, antica arteria romana che attraversava i crinali dalla Bocchetta al Monte Poggio, passando per l’attuale sito del borgo e proseguendo verso il Monte Porale. Per secoli Fraconalto fu un luogo fortificato strategico, controllando il collegamento tra l’Oltregiogo e la Riviera ligure.
Territorio e frazioni
Il comune comprende le frazioni:
- Castagnola
- Molini
- Tegli
Parte del territorio ricade nel Parco regionale delle Capanne di Marcarolo, area protetta di grande valore naturalistico.
La frazione Molini
La frazione Molini, situata a 461 m s.l.m., si trova lungo la SP160 in Val Lemme, sulla strada che conduce al Passo della Bocchetta (776 m). È un piccolo nucleo abitato che si sviluppa lungo la valle, con un’identità molto marcata e distinta dal capoluogo.


Una frazione “quasi Voltaggina”
La sede municipale, posta più in alto rispetto alla frazione, può trarre in inganno un viaggiatore distratto: arrivando da Voltaggio, Molini appare come una naturale prosecuzione del paese, tanto da sembrare quasi una sua frazione. Questa percezione è rafforzata dalla continuità geografica e dalla forte relazione storica tra i due comuni.
Cosa dice la storia
Il nucleo di Molini nacque nel XVI secolo come castelliere della Repubblica di Genova, collocato lungo la via Postumia anteriore, l’antico tracciato che collegava la pianura al Passo della Bocchetta e quindi alla Riviera ligure. Questa direttrice, perfezionata nel 1772 dal doge Michelangelo Cambiaso, fu per secoli una delle arterie strategiche dell’Oltregiogo: un corridoio commerciale, militare e culturale che univa Genova ai territori dell’entroterra.
Molini seguì le sorti della Repubblica di Genova e poi della Liguria fino al 1859, quando il decreto Rattazzi trasferì l’intera provincia di Novi dal territorio ligure al Piemonte, inglobandola nella provincia di Alessandria. Un passaggio amministrativo che non cancellò, però, la profonda identità ligure del luogo.
Origine del nome
Il toponimo Molini deriverebbe dalla presenza di un mulino, successivamente trasformato nel XVIII secolo in maglio, testimonianza di un’economia locale legata alla lavorazione dei metalli e alle risorse idriche della Val Lemme.
Attività estrattive
Nella seconda metà del Settecento la località fu interessata da attività estrattive: in zona erano presenti affioramenti mineralogici di ferro e rame, che alimentarono per alcuni decenni una piccola economia mineraria.
Popolazione nel tempo
- Anni ’30 del Novecento: Molini contava 183 abitanti, risultando il centro più popoloso del comune di Fraconalto (il capoluogo ne aveva 130).
- 2005: la popolazione scese a 58 abitanti, riflettendo il progressivo spopolamento dell’Appennino ligure–piemontese.
Cosa c’è da vedere
⛪ Chiesa di Nostra Signora della Misericordia
Edificata nel 1662, è il principale edificio storico della frazione. Nel 1896 fu elevata a parrocchia dall’arcivescovo Tommaso Reggio e nel corso del tempo ha ricevuto vari ampliamenti che ne hanno arricchito la struttura e l’apparato decorativo.


⚙️ Il vecchio mulino e la ruota a cassetta
Poco sotto la strada, superata la chiesa, sulla sinistra per chi scende dal Passo della Bocchetta, si trova il vecchio mulino:
- dotato di una imponente ruota a cassetta,
- alimentata da un beudo che captava l’acqua dal torrente Lemme.


È una delle testimonianze più suggestive della vita produttiva della Val Lemme.
Trattoria Val Lemme
Non per pubblicità, ma per pura informazione: la Trattoria Val Lemme è un punto di riferimento gastronomico molto frequentato. Di lei si dice: «Tra Liguria e Piemonte, un’oasi di sapori e di accoglienza che sa di casa». Un luogo che contribuisce a mantenere viva la tradizione culinaria dell’Oltregiogo, dove la cucina ligure e quella piemontese si incontrano in modo naturale.
Un segnale evidenzia la Tappa 23 dell’Alta Via dei Monti Liguri
Passo della Bocchetta → Passo della Crocetta
La Tappa 23 è una delle più panoramiche dell’intero itinerario dell’Alta Via dei Monti Liguri. Si sviluppa lungo i crinali che separano la Val Lemme dalla Valle Scrivia, regalando scorci che spaziano dalla Riviera di Genova alla pianura piemontese.


Un percorso ideale per chi ama i paesaggi aperti, le dorsali appenniniche e le camminate di mezza giornata.
La tappa inizia al Passo della Bocchetta, storico valico tra Piemonte e Liguria, e sale verso le dorsali del Monte Porale, uno dei balconi naturali più suggestivi dell’Appennino ligure.
Il cammino prosegue lungo un crinale ampio e luminoso, con continui saliscendi ma senza difficoltà tecniche. Nelle giornate limpide, lo sguardo abbraccia il Golfo di Genova, le Alpi occidentali e la pianura alessandrina.
Il percorso termina al Passo della Crocetta, porta d’ingresso alle tappe che conducono verso il Monte Antola.
Punti di interesse
- Passo della Bocchetta – snodo storico tra Liguria e Piemonte
- Monte Porale – panorami spettacolari verso il mare
- Crinali dell’AVML – habitat ricco di fauna e flora appenninica
- Passo della Crocetta – valico boscoso e tranquillo, ideale per soste e ripartenze





