L’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Tortona inizia il 2021 proponendo il quarto tuour virtuale on line alla scoperta del Barocco diocesano. Domenica 3 gennaio la meta sarà la Chiesa di San Giacomo che con la sua imponente facciata si protende su via Lorenzo Perosi, nel centro storico di Tortona.

La chiesa di San Giacomo è uno squisito esempio di architettura tardo-barocca, pregevole sia perché non ha subito nei secoli mutamenti determinanti, sia perché è realizzata in uno stile sobrio, senza quell’eccessivo decorativismo che spesso caratterizza l’arte di quest’epoca.

Le origini della Chiesa sono medievali, dai documenti sappiamo che nel 1252 accanto alla chiesa sorgeva un “ospitale”, affidato alla Confraternita dei Templari, dove veniva data ospitalità ai numerosi pellegrini diretti a Santiago di Compostella.

Nel XVIII secolo la vecchia chiesa era in rovina, così venne abbattuta e ricostruita per volere del cardinale tortonese Carlo Alberto Guidobono Cavalchini, come ricorda il grande stemma gentilizio in pietra, sormontato dal cappello cardinalizio, che caratterizza la facciata. Anche se i lavori erano cominciati nel 1770, la chiesa venne benedetta e aperta al culto solo nel 1784 dal vescovo Pejretti, perché il suo predecessore, Mons. Andujar, si era rifiutato di consacrarla considerando il luogo più adatto ad un teatro che a un luogo di culto.

La patrona della chiesa di S. Giacomo è la Madonna Addolorata, festeggiata dalla comunità parrocchiale ogni anno il 15 settembre. A testimonianza di questa devozione, sull’altare laterale di sinistra, è posta l’ottocentesca statua in legno dipinto che raffigura la Mater dolorosa o Madonna dei sette dolori dello scultore gaviese Luigi Montecucco.

Il progetto dedicato al Barocco Sacro, promosso dall’Ufficio Beni Culturali, nasce all’interno dei piani di valorizzazione interdiocesani, coordinati dalla Consulta Ecclesiastica del Piemonte e della Valle d’Aosta, insieme alla Regione Piemonte ed è stato realizzato con il contributo stanziato dalla Cei con i fondi provenienti dall’8×1000.

L’interno della chiesa

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