Marciano (o Marziano) è indicato dalla tradizione come protovescovo di Tortona (Alessandria), diocesi di cui è patrono. Di famiglia pagana, sarebbe stato convertito da san Barnaba, compagno di san Paolo e confermato poi nella fede da san Siro, vescovo di Pavia. Per 45 anni pastore di Tortona, sarebbe morto martire sotto l’imperatore Adriano tra il 117 e il 138. Da alcuni documenti del secolo VIII che ne parlano, non risulta vescovo. E’ Valafrido Strabone che, in occasione della costruzione di una chiesa in onore del santo, lo indica come primo vescovo della comunità derthonese e martire. Le reliquie, ritrovate sulla riva sinistra della Scrivia dal vescovo sant’Innocenzo (suo successore del IV secolo), sono nella cattedrale di Tortona. L’osso di un indice è conservato dalla fine del XVII secolo a Genola (Cuneo), di cui è anche patrono.

La cappella dedicata a San Marziano

Il vescovo Innocenzo fece edificare per la sorella un monastero sul colle Ronchetto, detto poi di S. Eufemia, dove oggi sorge il convento dei Cappuccini, e rinvenne il sepolcro di S. Marziano. Narra infatti la tradizione citata nella “Passio martyrum Faustini et Iovitae” (VIII-IX sec.) che un cristiano di nome Marziano fu incarcerato e decapitato nei pressi di Dertona, sotto il regno dell’imperatore Adriano. Su quel luogo fu edificata una chiesetta dedicata al santo martire, demolita alla fine de XVI secolo dai Domenicani del monastero di S. Marziano.

Nel 1875 il barone Guidobono Cavalchini Garofoli fece edificare una nuova cappella oggi collocata in Via Silvio Ferrari, in occasione dei festeggiamenti dei 1800 anni dall’inizio del vescovato del santo martire, posto secondo la tradizione nel 75 d.C. Le reliquie del santo erano già state trasferite in epoca imprecisata all’interno della cattedrale posta sul colle, infine nel 1609 furono solennemente trasferite nell’attuale cattedrale. Anticamente la festività di San Marziano si celebrava il 27 marzo, ma fu il vescovo Cosmo Dossena (1612-1620) a spostarla il 6 marzo.

Invece secondo la versione dell’Anonimo scrittore ravennate della vita “Probi”, Marziano fu il vescovo di Ravenna e sarebbe stato martirizzato a Tortona, mentre lo storico Fedele Savio alla fine del XIX secolo, aveva ipotizzato una traslazione del corpo del santo da Ravenna a Tortona, negando un’origine tortonsese per il vesco martire. Verso l’835 il culto di San Marziano è testimoniato dal carme scritto da Valafrido Stabone nel quale riassume la vita e il martirio del primo presule tortonese, commissionato da Alpgero, “conte” carolingio di Tortona, in occasione dell’erezione di una nuova chiesa dedicata al santo.

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