Il bombardamento dell’8 luglio 1944 su Novi Ligure fu il più grave evento bellico mai subito dalla città: in due ondate, alle 10:20 e pochi minuti dopo, una formazione di bombardieri americani colpì duramente la zona della stazione, Porta Pozzolo e lo scalo ferroviario di San Bovo, causando 107 morti, centinaia di feriti e la distruzione di alcuni tra gli edifici più rappresentativi del centro.


La mattina dell’8 luglio 1944: cosa accadde
Alle 10:20, senza che la sirena d’allarme riuscisse ad avvertire la popolazione in tempo, una prima ondata di bombe cadde sulla zona della stazione ferroviaria, allora gremita di persone che cercavano generi alimentari. Dieci minuti dopo arrivò la seconda incursione, diretta verso lo scalo di San Bovo, con un bombardamento a tappeto che devastò l’area.
La scena che si presentò ai soccorritori – Vigili del Fuoco, Croce Rossa, volontari – fu descritta come apocalittica: macerie ovunque, edifici sventrati, corpi e feriti dispersi tra polvere e caligine.
Gli edifici distrutti
Tra le strutture rase al suolo o gravemente danneggiate:
- Albergo Reale
- Hotel Novi
- Albergo Viaggiatori
- Palazzo Pernigotti
- Sede della Tramvia Novi–Ovada
- Sede dei Telefoni
- L’edificio d’angolo tra via Giacometti e corso Marenco
Questi palazzi, concentrati attorno a Porta Pozzolo, rappresentavano l’immagine elegante e industriale della Novi di inizio Novecento: la loro distruzione cambiò per sempre l’aspetto della città.
Le vittime
Il bilancio fu terribile: 107 morti e un numero imprecisato di feriti, molti dei quali morirono nei giorni successivi.
Tra le scene più ricordate, quella delle donne e bambini in coda davanti alla latteria di via Paolo Giacometti, colpiti dalle bombe mentre attendevano il quartino di latte previsto dalla tessera annonaria.
I soccorsi
Il personale dell’ospedale civico, guidato dal professor Giuseppe Rodi, lavorò tre giorni e tre notti senza sosta per salvare quante più vite possibile. Quando finirono le scorte di catgut, furono costretti a usare comune refe per suturare le ferite.
I cadaveri furono raccolti nella camera mortuaria del San Giacomo, dove vennero composti prima della sepoltura.
Memoria e commemorazioni


Da allora Novi Ligure ricorda ogni anno quel giorno con una cerimonia in piazza della Repubblica, luogo simbolico del bombardamento. La lapide commemorativa riporta i nomi delle vittime e rappresenta il punto centrale della memoria cittadina. Quest’anno la commemorazione il Comune la farà sabato prossimo anzichè il giorno che corre la memoria dell’accaduto.








