Presso l’aula magna “Paolo Modena” dell’Istituto Comprensivo Statale “Martiri della Benedicta” di Serravalle Scrivia si è tenuta stamattina l’inaugurazione della mostra antologica di Emilio Debrevi (1915-1990), dal titolo “L’arte come impegno civile”, a cura di Maria Torre e Maurizio Scordino, che vanta il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, del Miur e del Comune di Serravalle Scrivia, e che vede la collaborazione della Associazione culturale Chiechetè, del Centro studi “In Novitate” di Novi Ligure, dell’Associazione “Il Tiretto col cuore” che si occupa di persone affette da fragilità psichiche.

Debrevi, istriano d’origine e serravallese d’adozione, ha dedicato la sua attività artistica alla pittura, privilegiando nei suoi lavori il mondo delle classi popolari e degli ultimi.

L’introduzione iniziale è stata a cura del dirigente scolastico, Carlo Oneto. Sullo sfondo scorrevano le pagine del catalogo. Quindi si sono susseguiti diversi interventi, della professoressa Maria Torre, curatrice del catalogo. Di seguito il Sindaco, Luca Biagioni. Per l’associazione In Novitate, il dott. Fabrizio Scarsi, Vice Presidente del Centro Studi e per “Chieketé (Associazione Storica Culturale Serravallese)”, il dottor Riccardo Lera; per l’Anpi, il presidente Elio Pollero.

Marco Debrevi, figlio di Emilio autore delle opere esposte in mostra ha ricordato che la visita è possibile in tre punti diversi, quindi una mostra itinerante.

La mostra è visitabile lunedi – venerdi dalle 16:00 alle 19:00 – sabato, domenica e festivi dalle 11:00 – 13:00 e 16:00


Breve biografia di Emilio De Brevi (fonte www.emiliodebrevipittore.it )

Emilio Dobrovich nasce a Fiume il 22 settembre 1915. Figlio di profughi ungheresi, vive a Pola fino all’età di quindici anni. Nel 1930 si trasferisce con la famiglia a Genova e il regime fascista italianizza Dobrovich in Debrevi (che Emilio spezzerà simbolicamente nella firma De Brevi). La formazione culturale e politica di Dobrovich è segnata dal legame profondissimo con la madre e dalle personalità artistiche e antifasciste che animano Genova. La cultura e lo stile di vita mitteleuropei, custoditi con determinazione dalla madre e, soprattutto, il pensiero di Antonio Gramsci e Piero Gobetti, orienteranno, per sempre, il suo percorso artistico, umano e politico. A 15 anni dipinge il primo capolavoro: una Madonna, per la madre, ma deve rinunciare agli studi accademici.Operaio al tornio dell’Ansaldo San Giorgio, continua a dipingere solo su cartone e compensato: i colori ad olio e le tele di lino resteranno per lungo tempo un lusso. Nel dopoguerra apre una piccola officina di stampi industriali e partecipa con successo all’allestimento di stand in diverse Fiere Nazionali. Decide, però, di non proseguire l’attività di grafico pubblicitario e non farà mai della sua arte un mezzo per vivere. Intensifica la sua produzione artistica a partire dal 1972 ed espone a Serravalle, dove si è trasferito con la famiglia, Novi Ligure (Teatro Romualdo Marenco, Galleria Mario Leveni) e Tortona (Galleria L’Angolo). Pittore, scrittore e poeta, Emilio De Brevi (già Dobrovich) “è partito per altre terre” il 10 luglio 1990.

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