Vi è mai capitato, entrando in Sezzadio (paese tra Alessandria ed Acqui Terme), di scorgere un cartello circolare e non troppo grande con su scritto ZONA CONTROLLO DEL VICINATO?

Ma, cos’è il “Controllo del Vicinato”?
Il “Controllo del Vicinato” è uno strumento di prevenzione della criminalità, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona e la collaborazione di questi ultimi con le Forze di Polizia. Agli abitanti dell’area interessata è richiesto unicamente di alzare il livello di attenzione attraverso pochi semplici passaggi: tra questi il “far sapere” che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Infatti, se i vicini lavorano insieme per ridurre l’appetibilità degli obiettivi, i furti e tanti altri “reati occasionali” potranno essere limitati.

Gli obiettivi del “Controllo del vicinato” consistono nel:
– favorire lo sviluppo di una cultura della partecipazione alle tematiche della sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce e organizzata;
– coadiuvare le Forze di Polizia nella prevenzione del crimine e nella individuazione delle condizioni che lo favoriscono, aumentando la percezione di sicurezza e la vigilanza;
– rafforzare il rapporto Forze di polizia-comunità scambiando informazioni tramite un “referente” che le raccolga e le trasferisca alle Forze di Polizia.

Quali gli impegni per il cittadino che vi aderisce?
Il compito dei cittadini è quello di sviluppare un’attività di collaborazione per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni laddove i molti occhi dei residenti sugli spazi pubblici e privati possano rappresentare un deterrente contro i comportamenti illegali. Nel dettaglio:
– aderire ad un canale di comunicazione per scambiare rapidamente informazioni con i vicini ed il “referente”;
– collaborare con le forze dell’ordine segnalando, per tramite del “referente”, situazioni inusuali e/o comportamenti sospetti;
– collaborare con i vicini attraverso comportamenti di reciproca assistenza (es. sorveglianza reciproca delle case, attenzione in caso di vicini anziani e soli, ritiro della posta in caso di prolungata assenza ecc.);
– solo in presenza di situazioni che richiedano l’immediato intervento delle Forze di Polizia (quali ad esempio furti, rapine, aggressioni in atto) i componenti del gruppo dovranno chiamare direttamente i numeri di emergenza 112, 113, 115 o 118 a seconda della tipologia del fatto.

Cosa non fanno gli aderenti ad un gruppo di “Controllo del Vicinato”?
Il gruppo di “Controllo del Vicinato” non si sostituisce alle Forze di Polizia che hanno il compito esclusivo di svolgere l’attività di ricerca degli autori dei reati. Pertanto gli aderenti al gruppo:
– non intervengono attivamente in caso di reato;
– non svolgono indagini a carico di individui;
– non schedano le persone;
– non si intromettono nella sfera privata altrui;
– non si organizzano nelle cosi dette “ronde volontarie”, ivi compresa qualunque modalità individuale e/o collettiva di pattugliamento del territorio e/o di inseguimento.

A Sezzadio hanno adottato questo sistema da un paio di anni e funziona, nonostante qualche aggiustamento iniziale sia stato più che necessario.

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