Sono tornato in un luogo a me caro fin dalla mia età più giovane. Addirittura ricordo che, in compagnia anche numerosa si scendeva alla stazione ferroviaria di Stazzano per poi salire fin su a piedi. Parlo, e non è la prima volta qui, del Santuario di Montespineto. Alcuni giorni or sono ho lasciato l'auto per poi salire facendo il percorso con tutte le cappelle della Via Crucis. Un atto devozionale, non soltanto una semplice passeggiata. Sono arrivato in chiesa che era il tempo della benedizione impartita dal sacerdote. Sono entrato poi a prendere un caffè in un piccolo locale che è un Circolo. C'erano parecchie persone sedute a fare discorsi passando il tempo. Cos'ho provato? Serenità, pace, raccoglimento, un'intima gioia di essere lì.

Il Santuario di Nostra Signora di Montespineto, a Stazzano (AL), è uno dei luoghi più iconici dell’Oltregiogo: un punto panoramico, spirituale e culturale che da secoli accompagna la vita della comunità locale. La sua storia affonda le radici in un intreccio affascinante di eventi storici, tradizioni popolari e leggende miracolose, che ancora oggi alimentano la devozione verso la Madonna di Montespineto.

Le origini: il Barbarossa e il miracolo della colomba
La prima testimonianza legata al santuario risale al 1155, durante la campagna dell’imperatore Federico Barbarossa contro Tortona. Per sfuggire alle devastazioni, gli abitanti di Stazzano si rifugiarono sulla sommità del monte — allora chiamato Monte Arimanno — affidandosi alla protezione della Madonna. Secondo la tradizione, durante l’assedio apparve una colomba bianca, che si posò su un biancospino fiorito fuori stagione. Quel segno fu interpretato come un annuncio di salvezza. In segno di gratitudine, gli abitanti decisero di erigere una cappella proprio nel punto indicato dal prodigio.
L’interno della chiesa
Il Santuario seicentesco voluto dal Vescovo Arese

L’attuale struttura monumentale risale al XVII secolo. A promuoverne la costruzione fu Monsignor Paolo Arese, Vescovo di Tortona dal 1620 al 1644, figura di grande spiritualità.

  • 1629 – posa della prima pietra
  • 1633 – completamento dell’edificio
  • L’altare maggiore venne collocato esattamente nel luogo del miracolo della colomba

Da quel momento il santuario prese il nome di Nostra Signora di Monte Spineto, richiamando il biancospino (spinetum) protagonista della leggenda.

Tra abbandoni, restauri e nuove devozioni

Nel corso dei secoli, Montespineto ha attraversato momenti complessi:

  • 1799–1801 – durante le invasioni francesi, il santuario fu abbandonato e la statua della Vergine trasferita in paese
  • XX secolo – il luogo divenne particolarmente caro a San Luigi Orione, che nutriva una forte devozione per la Madonna di Montespineto
  • Tra Ottocento e primo Novecento, il monte fu anche una meta di villeggiatura per la borghesia genovese, attratta dal clima e dal panorama
Un percorso devozionale unico: le cappelle del Rosario

Il santuario non è solo un edificio religioso, ma un vero e proprio percorso spirituale all’aperto. Lungo la strada che sale da Stazzano si incontrano quindici cappelle, dedicate ai Misteri del Rosario. Un tempo scandivano il cammino dei pellegrini, offrendo momenti di meditazione durante l’ascesa. Molte conservano ancora affreschi e decorazioni originali.

Le tre cappelle sul piazzale

Arrivati in vetta, accanto al santuario si trovano tre cappelle dedicate a momenti fondamentali della vita di Maria:

  • Natività di Maria
  • Annunciazione
  • Transito (Dormitio Virginis)
La Cappella dell’Apparizione

All’interno della chiesa, l’altare maggiore custodisce il punto esatto in cui, secondo la tradizione, la colomba si posò sul biancospino. È il cuore simbolico dell’intero complesso.

Un Sacro Monte in miniatura

Grazie alla presenza delle cappelle, alla posizione panoramica e alla forte valenza spirituale, Montespineto è spesso definito un “Sacro Monte in miniatura”: un luogo dove architettura, paesaggio e devozione dialogano in modo armonioso.

Oggi il santuario continua a essere:

  • meta di pellegrinaggi,
  • luogo di silenzio e contemplazione,
  • punto di riferimento per la comunità,
  • patrimonio storico e culturale del territorio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.