La Provincia di Alessandria ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare il 17 maggio 1996. Sono passati quasi trent’anni. Il conferimento porta la data del 17 maggio 1996, decretato dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Il riconoscimento arrivava oltre cinquant’anni dopo la Liberazione, nell’ambito di un percorso nazionale di valorizzazione delle comunità che avevano dato un contributo eccezionale alla lotta di liberazione. La Provincia di Alessandria fu premiata come “terra di antiche tradizioni di libertà”, capace di una resistenza ampia, organizzata e strategicamente decisiva nel Nord Italia.

La provincia di Alessandria è una terra in cui la memoria della Resistenza non è soltanto un’eredità storica, ma un elemento vivo dell’identità collettiva. Tra il 1943 e il 1945 queste colline, queste città e queste valli furono teatro di una delle più intense e coraggiose esperienze di lotta per la libertà dell’intero Paese. Qui nacquero alcune delle prime formazioni partigiane del Nord Italia; qui si organizzarono reti civili di sostegno, staffette, famiglie che rischiarono tutto per proteggere chi combatteva; qui si consumarono sacrifici che ancora oggi chiedono di essere ricordati.

La tragedia della Benedicta, nell’aprile del 1944, resta uno dei simboli più dolorosi di quella stagione: centinaia di giovani catturati, deportati o fucilati nei boschi dell’alta Val Lemme. Ma la Benedicta non è un episodio isolato: l’intero territorio alessandrino pagò un prezzo altissimo, tra rastrellamenti, rappresaglie, deportazioni e bombardamenti che colpirono duramente città come Alessandria, Novi Ligure, Tortona, Ovada, Casale Monferrato, Acqui Terme e Valenza.

Eppure, nonostante la violenza e la paura, la popolazione scelse di resistere. Nelle valli appenniniche si formarono otto divisioni partigiane; nelle città operarono i Comitati di Liberazione; nelle campagne si nascosero armi, viveri, informazioni. Fu una mobilitazione ampia, popolare, coraggiosa, che contribuì in modo decisivo alla liberazione del Piemonte e dell’Italia.

Per questo impegno collettivo, il 17 maggio 1996 la Provincia di Alessandria è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare, riconoscimento che onora non solo i combattenti, ma l’intera comunità che seppe scegliere la parte più difficile: quella della dignità, della giustizia, della libertà.

Oggi ricordiamo quella storia non per celebrare un passato lontano, ma per riaffermare un impegno presente. La memoria della Resistenza invita a riconoscere il valore della democrazia, a difendere i diritti conquistati, a contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e negazione della libertà. È un patrimonio che appartiene a tutti, e che continua a parlare alle nuove generazioni con una forza sorprendentemente attuale.

Custodire questa memoria significa custodire noi stessi: la nostra identità, i nostri valori, la nostra idea di comunità. Per questo, ogni volta che ci ritroviamo a ricordare, non celebriamo soltanto ciò che è stato, ma rinnoviamo una promessa: quella di essere degni di chi, in quei giorni difficili, scelse di non voltarsi dall’altra parte.

Il conferimento della medaglia è un tributo alla “Terra di antiche tradizioni di libertà” per il contributo decisivo alla liberazione. Questo che segue il testo:

MINISTERO DELLA DIFESA

COMUNICATO

Ricompensa al valor militare per attivita’ partigiana
(GU n.230 del 1-10-1996)

   Con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  17  maggio 1996, vistato presso la ragionieria centrale in data 22 agosto 1996  al  n.
31/Varie, e' stata concessa la seguente ricompensa al valor militare per attivita' partigiana: Medaglia d'oro - Provincia di Alessandria. -
"Terra di antiche tradizioni di liberta', fedele alle sue glorie civili e sociali, le popolazioni dell'alessandrino, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, opposero una strenua resistenza alle forze germaniche di occupazione. Costituiti i Comitati di liberazione nazionale, iniziarono i moti di ribellione e di lotta, cui presero parte numerose unita' SAP e GAP e otto divisioni partigiane.
Nelle drammatiche battaglie del 5-11 aprile 1944, presso il Monastero della Benedicta, meno di mille partigiani, parte dei quali ancora disarmati, si difesero accanitamente di fronte a soverchianti forze tedesche. Nell'impari lotta, 96 partigiani vennero catturati, 79 caddero in combattimento, 350 furono fatti prigionieri e trasferiti nei campi di sterminio in Germania, dopo che 19 di loro erano stati fucilati al passo del Turchino, insieme ad altri 40 ostaggi. I 5.680 partigiani combattenti della provincia, di cui 535 caduti e 75 uccisi per rappresaglia, oltre alle centinaia di cittadini feriti e mutilati a seguito di devastanti bombardamenti di Alessandri e Novi Ligure, stanno a dimostrare l'asprezza della lotta, fatta di sacrifici, privazioni e rappresaglie feroci. Contro quel regime del terrore, le popolazioni dell'alessandrino tradizionalmente pacifiche, seppero eroicamente manifestare tutto il loro amore per la liberta' e la giustizia, a difesa di una Patria occupata ed oppressa.
- Provincia di Alessandria, settembre 1943-aprile 1945
".

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