Gli “Amici del Forte e di Gavi”, in collaborazione con l’amministrazione cittadina gaviese, con la “Società Storica del Novese” e con la Direzione Regionale Musei del Piemonte, ricordano il quarto centenario (marzo 1626 – marzo 2026) dell’avvio dei lavori di trasformazione dell’antico Castello Medievale di Gavi nell’attuale fortezza, “alla moderna”, nella forma che ancora oggi possiamo ammirare.
LA STORIA
A neanche un anno dall’attacco franco-sabaudo, inaspettato e micidiale, che tra il marzo e il luglio 1625 mise a dura prova l’esistenza stessa della Repubblica di Genova, dimostrando l’arretratezza tecnologica della rete di castelli (Ovada, Voltaggio, Novi e, appunto, Gavi) che da secoli era posta a guardia dei valichi appenninici, le autorità genovesi stabilirono di concentrare la difesa dell’intero settore in un unico punto, nel quale confluivano le vie commerciali che collegavano Genova con la Pianura Padana e, attraverso questa, il Nordeuropa, percorsi che potevano costruire, come nel 1625, una direttrice sia per un’aggressione nemica sia per l’arrivo di rinforzi da parte degli alleati della Repubblica.
Il racconto della scelta di Gavi come sito da fortificare e la discussione tra il padre domenicano Vincenzo da Fiorenzuola e il lombardo-genovese Bartolomeo Bianco sul progetto esecutivo del Forte saranno al centro di questo pomeriggio culturale di taglio divulgativo, adatto anche a chi non è “addetto ai lavori”, che si terrà sabato 28 marzo alle 17.30 presso il Teatro “A. F. Lavagnino” di Gavi.


Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Gavi, Carlo Massa, del Direttore del Forte, Riccardo Vitale, del Presidente della “Società Storica del Novese” Enzo de Cicco, e del Presidente degli “Amici del Forte e di Gavi”, Nicola Galleani d’Agliano, e dopo il ricordo di Armando Di Raimondo, la cui opera di ricerca storica è stata un’autentica svolta per la conoscenza della storia del Forte di Gavi, l’Assessore Francesca Regoli introdurrà due momenti diversi:
- la narrazione della discussione, tutt’altro che pacata, tra il Fiorenzuola e il Bianco, attraverso una vivace animazione teatrale a cura di volontarie e volontari degli “Amici del Forte e di Gavi” diretti dal prof. Luigi Pagliantini;
- la rassegna di immagini antiche di Gavi, del Forte e del territorio, dal Seicento in poi, raccontata come sfogliando un album di “foto di famiglia”, a cura di Marina Cavana e Daniele Calcagno, esperti che parteciperanno all’iniziativa grazie alla collaborazione con la “Società Storica del Novese”.









