La parte più antica della cittadina di Casteggio sorge su un colle detto Pistornile e sulle sue pendici. Ancora oggi il Pistornile rappresenta la storia di Casteggio e conserva intatto le tradizioni culturali della città
Per le Giornate FAI di questo fine settimana del 21 e 22 marzo ho scelto Casteggio. Il programma prevedeva la visita della parte alta di Casteggio, il borgo del Pistornile, antica roccaforte medievale ed ancora oggi affascinane luogo ricco di storia, memoria e cultura.


L’antica Clastidium sorgeva nella parte bassa della città, ma dopo la caduta dell’Impero Romano, il Pistornile è diventato il cuore pulsante dela città: qui infatti si sono spostati gli abitanti, in cerca di un riparo da inondazioni e alluvioni. E’ possibile che il colle fosse anche sede di un castello, come suggerisce la toponomastica, attorno al quale si sono sviluppate abitazioni, edifici pubblici e botteghe. In epoca più moderna la parte bassa è tornata ad essere quella più importante perché più facilmente raggiungibile.




Vari sono i punti d’interesse storico ed architettonico presenti al Pistornile: dalla Chiesa di San Sebastiano, in stile barocco, a edifici un tempo pubblici ed ora privati che però mantengono le tracce degli antichi fasti. Percorrendo la strada principale, abbiamo incontrato l’imponente Monumento alla Vittoria alata, inaugurato nel 1926, e il memoriale dedicato a Giuseppe Maria Giulietti, giovane garibaldino e poi esploratore morto in Eritrea nel 1881.


Dal Belvedere della Vittoria si vede anche Villa Marangoni, dove in passato ha soggiornato lo scienziato Albert Einstein, legato da profonda amicizia ad Ernestina Marangoni, che fece della Villa un vero e proprio salotto culturale.


Complesso di gran pregio è anche la Certosa Cantù, oggi sede di un pregevole Museo Archeologico e della Biblioteca Civica.


Abbiamo fatto ingresso nella Chiesa di San Sebastiano, eccezionalmente aperta per le Giornate FAI, alla Certosa Cantù, passando per il monumento alla Vittoria Alata, il memoriale dedicato a Giulietti e il Belvedere da cui si domina la pianura.




Abbiamo ascoltato il racconto della Casa della Feudataria, dove un tempo si governava la città e si amministrava la giustizia, oggi abitazione privata, e dell’ex Convento delle Clarisse; siamo passati davanti a quella che fu la casa del poeta, linguista e pittore Alessandro Maragliano. Inoltre, una tappa l’abbiamo dedicata anche a Villa Marangoni con accesso esclusivo al cortile e, al suo interno, la guida ha tracciato la figura di Ernestina e del suo legame con Albert Einstein.








