Questa mattina, all’interno del bel Teatro Marenco di Novi Ligure, si è tenuta una presentazione del libro di Diego Accili, avente come titolo QUESTIONE DI SANGUE. Cito anche il sottotitolo: “Storia semiseria di una malattia. Come il mieloma ha temprato la mia vita senza piegare il mio spirito”.


L’incontro col pubblico per la presentazione del libro è iniziato con il saluto e l’introduzione del Dr. Sandro Bondi, Direttore artistico del teatro Marenco di Novi Ligure; accanto a lui sul palco Diego Accili, autore del libro; il Prof. Paolo Bernasconi, Presidente AIL di Pavia; a moderare l’incontro il Prof. Nazzareno Luigi Todarello, Latorre Editore.


Mentre seguivo in ascolto ciò che veniva proposto agli astanti in Teatro, ho preso qualche appunto.
Questo è un libro particolare. Il lato autoironico dell’autore c’è tutto nel libro pur nell’affrontare una malattia che abbatterebbe chiunque.
L’autore racconta che la scoperta del suo malessere, della sua malattia, nasce da una casualità. L’occasione è fortuita a seguito di esami del sangue e quello che è stato l’esito. Il contraccolpo è stato forte. Importante è stata la condivisione con la famiglia. In seguito, passeggiare per la via e sentirsi chiedere come stai, ha dato forza nel raccontare di sé.


Non bisogna pensare solo alla malattia. Perché la vita finché c’è bisogna affrontarla e viverla nel miglior modo possibile.
Il rapporto tra medico e paziente, in fase di comunicazione, si basa sull’umanita, sull’empatia. Il medico ha il difficile compito di prospettare al malato ogni cosa, non tralasciando una guarigione. Durante il percorso il medico diventa quasi un famigliare. Paziente e medico devono interagire tra di loro per affrontare e vincere la malattia.
Nel corso del racconto si cita il “dottor Claudio”, un personaggio che caratterizza le pagine e il rapporto con il paziente autore del libro. L’autore racconta simpatici aneddoti riferiti alla sua storia.


Perché scriverne un libro? Nel corso del tempo Accili è riuscito a mettere in fila tutti gli appunti, un elenco di fatti. Si sono sviluppati vari racconti del percorso. L’idea del libro è nata casualmente. E racconta al pubblico: “In questi ultimi tempi, affrontando le cure e vedendo quante persone ci sono più sfortunate di me ho capito quanto sia importante sostenere la ricerca. Ho pensato per mesi come poter fare e alla fine ho realizzato questo libro in collaborazione con l’AIL di Pavia”.
Le frasi finali lasciate al pubblico sono significative:
“Nella vita ci sono cose belle e brutte. Noi dobbiamo fare il meglio possibile per stare bene con noi stessi e con gli altri”
“La famiglia è un sostegno molto importante”









