Oggi, 12 marzo, la Chiesa cattolica celebra la memoria di San Luigi Orione, un “folle di Dio” che ha dedicato ogni fibra del suo essere ai più piccoli e agli emarginati.

Viene celebrato oggi il cosiddetto dies natalis di San Luigi Orione (12 marzo 1940 a Sanremo).

Il dies natalis (giorno natale) nel contesto cristiano indica il giorno della morte di un santo o martire, inteso non come fine, ma come la vera nascita alla vita eterna in cielo.

​Don Orione non è stato solo un sacerdote, ma un vero pioniere della carità moderna. Ecco i punti salienti che rendono la sua figura così affascinante:

• ​Fondatore: Ha dato vita alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (i Figli di Maria Immacolata) e alle Piccole Suore Missionarie della Carità.
• ​Apostolo della Carità: La sua missione era chiara: servire Cristo nei poveri, nei malati e negli abbandonati. Celebre è il suo motto: “Solo la carità salverà il mondo”.
• ​Un cuore senza confini: Non si limitò all’Italia (dove è ricordato soprattutto per i suoi “Piccoli Cottolengo”), ma viaggiò instancabilmente in America Latina, specialmente in Argentina e Brasile.

​Don Orione visse in un’epoca di grandi stravolgimenti. È ricordato per il suo intervento eroico durante i terremoti di Messina e Reggio Calabria (1908) e della Marsica (1915), dove si fece in quattro per prestare soccorso e accogliere gli orfani.

Una frase da ricordare sempre

​”Fare del bene sempre, fare del bene a tutti, del male mai a nessuno.”

​È un messaggio semplice, quasi disarmante nella sua schiettezza, ma incredibilmente difficile da mettere in pratica ogni giorno. Un invito alla gentilezza radicale che oggi, nel 2026, suona più attuale che mai.

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