Il Giovedì Grasso è una delle ricorrenze più amate del calendario popolare, e vederlo cadere il 12 febbraio (come accade proprio quest’anno, nel 2026) segna l’inizio ufficiale della fase più intensa e festosa del Carnevale.
Il termine “Grasso” non è casuale. Storicamente, questo periodo precedeva la Quaresima, i 40 giorni di digiuno e astinenza prima della Pasqua. In passato, era l’ultima occasione per consumare cibi ricchi e prelibati (carne, grassi animali, dolci fritti) che erano proibiti durante il periodo penitenziale. Il termine “Carnevale” stesso deriva dal latino carnem levare, ovvero “togliere la carne”.
Il Giovedì Grasso apre i “sette giorni grassi” che si concludono con il Martedì Grasso. In questo periodo di tempo abbiamo sfilate dei carri e le feste in maschera.
Secondo tradizione si celebra l’abbondanza e lo scherzo (come dice il proverbio: “A Carnevale ogni scherzo vale”).
Per chi vuole onorare al meglio questa giornata, la dieta può aspettare mercoledìprossimo! I protagonisti assoluti sono i dolci fritti, che cambiano nome a seconda della regione: Chiacchiere (o frappe, bugie, crostoli) – Castagnole o zeppole – Piatti salati sostanziosi come la lasagna o piatti a base di maiale.
Giusto per citare una curiosità: a Milano il Giovedì Grasso è una giornata “normale”. Lì si segue il Rito Ambrosiano, quindi il loro Carnevale dura di più e il culmine dei festeggiamenti (il Sabato Grasso) arriverà solo il 21 febbraio!
In Piemonte e Liguria, il Giovedì Grasso (e il Carnevale in generale) assume sfumature molto particolari, legate sia alla storia locale che alle tradizioni gastronomiche di queste terre vicine, ma con identità forti.
Usi e costumi piemontesi
In Piemonte il Carnevale è una cosa seria, con figure storiche che “prendono il potere” della città proprio a partire dal Giovedì Grasso.
• Le Maschere Guida: A Torino domina Gianduja (accompagnato da Giacometta), mentre in molte zone si eleggono re e regine locali che ricevono le chiavi del paese.
• La Fagiolata: Una tradizione piemontese molto forte, specialmente nel Canavese (Ivrea e dintorni), è la preparazione delle Fagiolate Grasse. Grandi calderoni di fagioli, cotiche di maiale e salamini vengono cotti all’aperto fin dalle prime ore del mattino del Giovedì o della Domenica di Carnevale per essere distribuiti alla popolazione.
• I Dolci: Qui le regine sono le Bugie (le chiacchiere piemontesi), che spesso vengono servite ripiene di marmellata o cioccolato. Tipici sono anche i Friciò, frittelle di mele o uvetta molto amate nel periodo.
Usi e costumi liguri
In Liguria il Carnevale ha spesso un legame con il mare e con la vicinanza alle montagne (come nell’entroterra tra Genova e il Basso Piemonte).
• Il Carnevale dei Belli e Brutti: In Valle Scrivia e nell’entroterra ligure (ma anche nel cuneese), esistono riti antichi dove maschere spaventose (i “Brutti”) si contrappongono a quelle eleganti (i “Belli”), una lotta simbolica tra inverno e primavera.
• Gastronomia Ligure: Oltre alle classiche Bugie (spesso sottili e croccantissime), in Liguria si preparano i Tortelli di Carnevale (frittelle di pasta lievitata dolci) e, in alcune zone di confine con il Piemonte, non mancano i piatti a base di stoccafisso o i Ravioli (come abbiamo accennato in precedenza per Francavilla Bisio, dove la cucina di confine domina).
• Carnevalöa: A Loano si svolge uno dei carnevali più antichi e famosi della regione, con carri allegorici che sfilano vicino al mare, portando un’atmosfera unica.
L’area di confine (Valle Spinti e Basso Piemonte)
In zone come la Valle Spinti (vicino a Grondona), le tradizioni si mescolano. Il Giovedì Grasso è tradizionalmente il giorno in cui si mangia la Polenta e Salamino o piatti a base di maiale, prima del rigore della Quaresima. È anche il momento in cui i bambini – un tempo più di oggi – giravano per le case in maschera chiedendo dolci o piccoli doni.









