Era nato il 18 marzo 1893 a Novi Ligure, città alla quale rimase sempre profondamente legato e che, grazie a lui, divenne una capitale morale del ciclismo. Costante Girardengo fu il dominatore di un’epoca eroica, fatta di strade sterrate, biciclette pesanti e corse durissime. Con la sua eleganza in sella e l’intelligenza tattica, seppe imporsi come uomo da battere negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale. Vinse il Giro d’Italia nel 1919, conquistò 9 Campionati italiani, 6 Milano-Sanremo, e ben 30 tappe al Giro, record rimasto intatto per decenni.


La sua carriera fu segnata da rivalità leggendarie, soprattutto con Alfredo Binda, ma anche dal grande affetto del pubblico, che vedeva in lui un simbolo di riscatto, sacrificio e orgoglio popolare. Dopo il ritiro continuò a vivere nel mondo del ciclismo, restando una figura rispettata e amata.
Il grande ciclista Costante Girardengo, il primo “Campionissimo” della storia del ciclismo, è sepolto nel cimitero di Cassano Spinola, in provincia di Alessandria.
Il suo legame con il territorio
Le sue spoglie riposano nella cappella di famiglia accanto alla moglie Agostina Priano e ai figli Ettore e Costante Luciano.
Sebbene fosse nato a Novi Ligure (nel 1893), Girardengo visse a lungo e morì proprio a Cassano Spinola il 9 febbraio 1978.
Ogni anno, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, le autorità locali e gli appassionati di ciclismo si riuniscono presso il cimitero del paese per rendere omaggio alla sua figura.









