Confesso che ho scoperto Genova troppo tardi. Però mi piace, mi incuriosisce ed ogni volta che torno la conosco sempre un po’ di più. Le chiese, i palazzi, i suoi innumerevoli vicoli, il mare col porto. Ogni angolo racconta una storia. E quanti nomi strani che si perdono nella storia più remota. Di recente, per esempio, durante una lunga passeggiata, ho inforcato una via detta di Canneto il Curto, che varrebbe già qui la pena di fermarsi ed approfondire. Ad un certo punto della mia passeggiata mi sono ritrovato a passare da Piazza delle Cinque Lampadi e accanto il relativo vicolo.
Ora, apprendo che molti si confondono e la chiamano piazza “cinque lampade”, quando in realtà questa piazzetta che si apre nel centro storico di Genova è piazza delle Cinque Lampadi. E così anche il piccolo caruggio accanto, è vico delle Cinque Lampadi.
Ma perché questo nome così particolare, che parrebbe un errore della lingua italiana? E cosa vuol dire?
Anche se sono “lampadi”, non ha torto chi accomuna la strada alle lampade: la piazzetta sarebbe infatti dedicata proprio alle cinque lampade perennemente accese per onorare la Madonna che in quel luogo è raffigurata in un dipinto su ardesia. L’opera è stata realizzata nel XVII secolo, e la Vergine lì ritratta viene appunto soprannominata “Madonna delle Cinque Lampadi”. Tra l’altro, nei pressi dell’edicola, si legge “Indulgenza di 30 giorni a chi visiterà devotamente questa santa immagine” come ricorda Mauro Ricchetti in “Le Madunnette dei Caruggi” (Erga, 2018).


C’è però un’altra teoria secondo cui in zona ci sarebbero state – oltre alla Madonna – altre quattro figure sacre illuminate da lampade. Un’ipotesi tutto sommato abbastanza simile a quella precedente, in quanto il nome della piazza fa comunque riferimento a cinque lampade.








