Rocca Grimalda ospiterà la tradizionale Lachera, con due giornate dedicate alle maschere storiche, alla cultura popolare e alla partecipazione della comunità.


Sabato 7 e domenica 8 febbraio il paese sarà animato da questue, danze, momenti conviviali e iniziative per grandi e piccoli.
Un’occasione per ritrovare gesti antichi, voci, musiche e il senso profondo dello stare insieme.
La storia
L’origine di questa antica tradizione, insieme di danza, rito e rappresentazione teatrale, si fa risalire alla rivolta del popolo di Rocca Grimalda contro il Signore del paese che pretendeva di esercitare lo Jus Primae Noctis sulle spose del feudo. In realtà, pur non escludendo coinvolgimenti e contaminazioni da fatti storici realmente accaduti la Lachera trae origine dagli antichi riti propiziatori primaverili: feste calendariali di popolo arricchitesi nel corso dei secoli di contenuti epici e sociali. La rappresentazione, effettuata nel periodo carnevalesco, è un movimentato e colorato corteo nuziale caratterizzato da un crescendo di suoni, schiocchi, tintinnare di sonagliere, vorticare di fiori e nastri colorati: i personaggi, alcuni armati di spade, altri con fruste e sonagliere, altri ancora con lunghi cappelli infiorati, danzano intorno ad una coppia di sposi, mentre intorno una figura vestita di rosso (che sia il diavolo?) salta tra la gente scherzando e ridendo. La fusione tra elemento guerresco e nuziale mantenendo spesso carattere allegro e festoso è tipica di miti e ballate presenti in tutta l’Europa: vere e proprie drammatizzazioni che scaturiscono da riti primaverili; gli attori che in origine forse rappresentavano esseri soprannaturali hanno assunto la fisionomia e i caratteri di personaggi reali:il tiranno, gli sposi, il buffone, gli spadaccini… Non stupisce la presenza di figure appartenenti ad epoche diverse: la Lachera era ed è essenzialmente festa popolare e nel corso dei secoli i costumi sono stati preparati di volta in volta con stoffe ed abiti diversi raccolti dalla gente del paese. Ogni periodo ha lasciato una traccia un segno nella coreografia. Tradizionalmente la Lachera si sviluppa intorno a tre danze: la Lachera vera e propria, la Giga e il Calisun. Il primo ballo è danzato ininterrottamente durante il corteo dai Lachè che eseguono piccoli sgambetti avanzando e retrocedendo reciprocamente; segue la Giga vivace ed allegra danzata da Lachè e Sposi e dal Calisun in cui la Sposa quasi rincorrendoli scaccia i Lachè, solo dagli anni ’70 del secolo scorso sono state aggiunte anche “Curenta dir Butej” e “Monferrina” danzate da campagnole e mulattieri.







